E Pantalone continua a pagare...
In Italia non si possono toccare i diritti acquisiti, altrimenti il paese perderebbe credibilità agli occhi dell'Europa, degli investitori internazionali e chissà di chi altro. E' il ritornello che i politici ci ripetono quando qualche giornalista (di quelli con la G maiuscola, cioè uno dei rari esemplari rimasti) osa chiedere perché non si possa chiedere di più dell'1,5% sui capitali scudati. O perché, se pensionati da 1.400 euro al mese sono chiamati a sacrifici per salvare la patria non si possano rivedere certi privilegi e vitalizi scandalosi concessi in epoca di vacche grasse. 1.400 euro, però al giorno, non al mese (519mila annui), è la scandalosa cifra percepita da un personaggio poco noto al pubblico (evidentemente non ci tiene molto a far sapere che popò di pensione gli passiamo): Antonio Malaschini, ex segretario generale del Senato e ora sottosegretario ai rapporti col Parlamento. Per questo dato dobbiamo ringraziare la pubblicazione online dei redditi dei componenti del governo (bisogna obiettivamente riconoscere dei meriti a Monti per questa operazione trasparenza, dato che nessuno aveva fatto nulla di simile prima). Governo, del quale Malaschini fa parte, che ha da poco fissato un tetto alle paghe dei manager pubblici, equiparandolo allo stipendio del Primo presidente di Cassazione. Limite di 314mila euro che in questo caso viene ampiamente sforato. Il sessantacinquenne esperto di diritto costituzionale (autore di diverse pubblicazioni sul tema) vanta anche diverse onorificenze: Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, Grande Ufficiale, Cavaliere di Gran Croce. Visto che lo stato italiano gli attribuisce tutti questi onori e gli è così riconoscente, potrebbe anche lui esserlo verso i cittadini e contribuenti, facendo uno sforzo superiore a quanto fatto rinunciando alla retribuzione come consigliere di Stato, e rinunciando a parte del suo fantascientifico (e, scusate la franchezza, immeritato, perché non può aver fatto nulla nella vita che giustifichi una simile cifra, raggiunta perché il soggetto si porta appresso ben il 90% dell'ultima, elevatissima retribuzione) trattamento. O se ciò non fosse tecnicamente possibile (facciamo finta di crederci) distribuendone una sostanziosa fetta a chi è costretto ad andare avanti con le poche centinaia di euro della pensione minima.
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